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Alcol e malattie cardiovascolari: donne e uomini non sono uguali PDF Stampa E-mail

Cattive notizie per i sostenitori dell’uguaglianza uomo-donna. Almeno dal punto di vista fisiologico. Sembra infatti che tra le due metà del cielo vi sia una profonda differenza per quanto riguarda gli effetti dell’alcol (sempre in dosi moderate naturalmente) sulla salute cardiovascolare.

E’ quanto emerge da un largo studio effettuato in Danimarca, che ha coinvolto persone di entrambi i sessi, che hanno partecipato volontariamente e sono state seguite per una media di 5.7 anni.

Al vaglio dei ricercatori c’erano gli eventi cardiovascolari (infarti ed ictus ad esempio), distribuiti secondo criteri di rischio come età, fumo, educazione, attività fisica ed abitudini alimentari.

Gli esiti dello studio, pubblicati dal British Medical Journal, sono sorprendenti: le donne che assumevano alcol almeno un giorno a settimana hanno riportato un rischio minore di contrarre malattie cardiovascolari rispetto alle colleghe che invece si concedevano meno di una dose alcolica a settimana. Nessuna differenza interessante è stata rilevata per quanto riguarda la frequenza: il rischio per le malattie cardiovascolari, infatti, sembra indipendente dai bicchieri riempiti una, quattro o addirittura sette volte a settimana. I ricercatori hanno pertanto dedotto che nell’universo femminile la frequenza con cui si beve non sembra importante.

E’ un discorso che però non sembra valere per gli uomini. Per loro i termini subiscono un’inversione di tendenza: i rischi di incorrere in disturbi cardiovascolari si scongiurano maggiormente con un’abitudine quotidiana, molto simile al classico bicchiere di vino durante i pasti della nostra dieta mediterranea.

Il team danese, composto da scienziati appartenenti sia a centri di ricerca sull’alcol che a istituti che studiano le malattie cardiovascolari, ha infatti riportato che gli uomini che assumevano alcol un giorno alla settimana riducevano il rischio cardiovascolare del 7% mentre quelli che erano dediti al rituale tutti i giorni riuscivano ad esorcizzare il rischio di un significativo 41%. “Diverse – dice Augusto Di Castelnuovo, ricercatore presso la Cattolica di Campobasso ed autore di importanti studi sui diversi effetti protettivi dell’alcol negli uomini e nelle donne - potrebbero essere le cause di questa differenza tra i sessi. Innanzitutto sono state registrate delle differenze nella cinetica che rivelano come gli uomini abbiano un metabolismo differente rispetto alle donne, le quali potrebbero eliminare l’alcol meglio degli uomini”. Non solo. “Gli estrogeni hanno effetti benefici sul sistema cardiovascolare – affermano i ricercatori danesi - e diversi studi hanno dimostrato che assumere alcol ne aumenta il livello nel sangue”.

Insomma, le insidie per l’uguaglianza tra i due sessi si nascondono anche in un bicchiere di vino.

http://bmj.bmjjournals.com/cgi/content/full/332/7552/1244?ehom

 
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