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Troppi fast-food e poco verde: così la salute va a rotoli PDF Stampa E-mail

 Eternamente in guerra con la bilancia? Date la colpa ai fast-food e ai pochi spazi per fare passeggiate nel vostro quartiere. Parola di ricercatori.

Quelli dell’Oregon Research Institute hanno infatti osservato che un’alta densità di locali “mordi e fuggi” è associata a un aumento medio di un chilo e mezzo di peso e circa due centimetri di circonferenza vita tra gli abitanti del quartiere che abitualmente mangiano in questo tipo di locali. Al contrario, i rioni che per il loro design urbanistico consentono di fare una bella camminata sono associati a una diminuzione di circa 1.2 kg e una vita decisamente più sottile.
“Questo è uno dei pochi studi longitudinali che si concentra sui cambiamenti del peso corporeo nel corso del tempo in relazione agli stili di vita e all’ambiente circostante- spiega Fuzhong Li, autore dello studio pubblicato sull’American Journal of Epidemiology - La singolarità di questa ricerca sta proprio nel suo approccio persona-ambiente, che ha permesso di dimostrare come gli ambienti che ostacolano uno stile di vita salutare, (ad es. un’alta concentrazione di fast-food), insieme ai comportamenti dei residenti, (ad es. mangiare tutti i giorni in questi ristoranti), possono avere un impatto negativo sul peso. D’altra parte, gli ambienti che invece favoriscono una condotta di vita più sana, ad esempio camminare per le strade del quartiere, possono avere un riscontro benefico sul peso”. Ma a una condizione e cioè che alla buona dotazione strutturale, i residenti del quartiere ci mettano del proprio, praticando attività fisica ad un buon livello. La semplice passeggiata, quella che viene definita attività fisica moderata, sembra infatti non bastare.
Lo studio fa parte del più ampio Portland Oregon Neighborhood Environment and Health Study in cui i ricercatori stanno seguendo oltre 1.200 residenti dai 50 ai 75 anni nell’arco di tre anni, rilevandone misure antropometriche, come peso, altezza e anche abitudini alimentari e attività fisica. Non solo. Il team statunitense ha inoltre preso nota dell’intera fisionomia dei quartieri studiati, tra cui anche lo stato delle strade, la presenza di stazioni del servizio di trasporto pubblico, parchi e aree verdi, e poi, ovviamente, il numero di fast-food. L’obiettivo generale del progetto di ricerca è proprio quello di esaminare il cambiamento del peso corporeo e la quantità di esercizio fisico praticato in relazione all’ambiente circostante e alla relativa dotazione strutturale.
“Per combattere l’obesità e il sovrappeso, è chiaro che bisogna fare degli sforzi anche sul fronte delle strutture ambientali, rendendole più funzionali ad un’alimentazione sana e alla pratica di esercizio fisico”. Detto in altre parole, secondo i ricercatori non sarebbe male se i fast-food venissero allontanati dai centri abitati.
Ma gli scienziati si soffermano anche su un altro aspetto dello studio, e cioè se residenti particolarmente attivi da un punto di vista fisico siano spinti a metter su casa in un quartiere attrezzato, oppure se è quest’ultimo a spingere anche i più pigri a indossare tuta e scarpette.  Un quesito che resta tuttora apertissimo.

Leggi qui l'abstract della ricerca in inglese

 
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