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La famiglia scuola di alimentazione PDF Stampa E-mail

 I pranzi in famiglia? Un rimedio casalingo per salvaguardare la buona alimentazione. Lo sostiene uno studio americano che ha dimostrato come i pasti condivisi con i propri familiari rappresentino di fatto un potente freno per scelte alimentari scellerate.

In base ai dati ottenuti dai ricercatori, infatti, i bambini che mangiano a casa hanno meno possibilità di essere arruolati nell’esercito degli scriteriati in materia di alimentazione. Lo studio, il primo ad aver esaminato gli effetti a lungo termine della dieta fatta in casa, ha coinvolto circa 700 ragazzi la cui dieta è stata attentamente passata ai raggi X per vedere se mangiare con mamma e papà riesce in un certo senso a mettere i pargoli sulla carreggiata giusta. Gli scienziati dell’Università del Minnesota hanno analizzato l’alimentazione degli adolescenti in due fasi proprio per vedere gli effetti nel corso del tempo. Dopo 5 anni dalle prime rilevazioni, i ragazzi che mangiavano a casa almeno cinque volte alla settimana erano quelli più equilibrati da un punto di vista nutrizionale. Secondo lo studio pubblicato sulla rivista Journal of Nutrition Education and Behaviour chi mangia in famiglia lo fa anche meglio, cioè riesce ad assumere le giuste quantità di vitamine, fibre, calcio e verdure che servono per una sana ed equilibrata alimentazione. Per i ragazzi la vita di famiglia ha addirittura un doppio vantaggio, visto che sembra tenerli alla larga dai fast-food.
“Questi risultati- dice Teri Burgess-Champoux principale autore dello studio- suggeriscono che mangiare regolarmente con i propri familiari nel periodo che segna il passaggio dall’infanzia all’adolescenza influisce positivamente sullo sviluppo di sane abitudini alimentari. L’importanza di condividere esperienze del genere in questo periodo cruciale della vita dei ragazzi dovrebbe essere trasmessa a tutti i livelli sociali, dai genitori fino agli educatori”. Ma le buone notizie finiscono qui. Perché se è vero che la famiglia riesce a fare da scudo, è pur vero che i dati della ricerca mollano una sonora bocciatura al regime alimentare del campione esaminato. In altri termini, anche se qualcuno riesce a cavarsela meglio di altri, presi nel complesso questi giovani sono comunque lontani da un’alimentazione ottimale.

Leggi qui l'abstract della ricerca in inglese

 
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