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Frutta e verdura per dimezzare il rischio di cancro PDF Stampa E-mail

Una ricerca pubblicata dal British Journal of Cancer spezza una lancia a favore dell’abolizione della carne a tavola. Gli esperti raccomandano da anni di consumare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno per ridurre il rischio di neoplasie e di altre malattie. Nonostante questo, però, mancavano studi che mettessero in relazione una dieta completamente vegetariana e la possibilità di contrarre tumori.

Uno studio tra più di 61,000 volontari inglesi, di età compresa tra i 20 e gli 89 anni, ha dimostrato che chi non mangia carne riduce il rischio di sviluppare tumori, in generale, del 12 %. Ma il risultato più eclatante ha riguardato i tumori del sangue, come leucemia, mieloma multiplo e linfoma non-Hodgkin, poiché in questi casi la riduzione del rischio arriva fino al 45 % per chi rinuncia alla carne. La nuova ricerca ha anche confermato un rischio inferiore di cancro sia allo stomaco che alla cistifellea per i vegetariani. Il professor Tim Key, un epidemiologo britannico che si occupa della ricerca sul cancro all’università di Oxford, afferma: “Durante l’arco di una vita a circa una persona su tre sarà diagnosticato un cancro. Dunque se 33 persone ogni 100 si ammaleranno, il risultato scenderà a 29 se gli esaminati saranno vegetariani, cioè il 12% in meno”. Il team di ricercatori ha seguito i partecipanti per più di 12 anni. Nel corso di questo periodo a 3.350 di loro è stato diagnosticato il cancro. Hanno quindi esaminato il tasso di cancro tra i vegetariani e lo hanno poi confrontato con quello dei mangiatori di carne. “Il nostro studio”, afferma Key, “ha dimostrato che la probabilità di sviluppare alcuni tumori è più bassa tra i vegetariani che tra le persone che consumano carne”. Questo inaspettato dato aprirà la strada a nuove ricerche proprio perché ci sono ancora pochi studi di questo tipo sui vegetariani, ma i risultati vanno guardati con cautela. Mettere in relazione il tipo di alimentazione con il rischio di contrarre malattie e soprattutto il cancro non è facile e le ricerche condotte finora hanno spesso dato risultati contrastanti. Probabilmente perché il cancro è una malattia complessa e, in ogni singolo individuo, i fattori di rischio possono giocare ruoli diversi. E’ indispensabile perciò non prendere come assoluti i risultati di ogni singolo studio e continuare a indagare la questione. Bisogna fare attenzione a stabilire come e quanto una dieta di questo genere possa effettivamente agire positivamente sulla salute. “Occorre capire bene il ruolo della carne nell’insorgenza dei tumori”, ha spiegato Key, “è difficile fare uno studio che dia risultati certi sui collegamenti tra dieta e cancro poiché è possibile che le persone utilizzate nello studio non siano necessariamente rappresentative della popolazione nel suo insieme; occorre, inoltre, fare attenzione in particolare allo stile di vita che conducono le persone e non solo a ciò che mangiano”. In ogni caso, i risultati dello studio non sono ancora abbastanza forti da consigliare alle persone di abbandonare drammaticamente le loro abitudini alimentari, purché seguano una dieta varia e bilanciata, cioè un modo di alimentarsi corretto dal punto di vista quantitativo e qualitativo che abbia la finalità di garantire un apporto adeguato di energia e di nutrienti, prevenendo carenze od eccessi nutrizionali. Chi riesce ad ottimizzare le proprie abitudini alimentari può contare su di un maggiore benessere e su una migliore qualità della vita e corre, a lungo termine, meno rischi di sviluppare malattie acute o croniche. Un consiglio? Tornare alle vecchie ricette della nonna!

Deborah Civico
IID Liceo Classico Mario Pagano
Summer student 2009

 
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