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Via pane e pasta dalla dieta e l’umore va a terra PDF Print E-mail

 Tagliare i carboidrati dalla propria dieta è una delle pratiche più diffuse per chi vuole rimettersi in forma. Solo che pochi conoscono esattamente gli effetti a lungo termine di un’alimentazione che metta al bando pasta e compagnia.

Un team di ricerca australiano ha voluto vedere cosa succede a livello psicologico quando si decide di farla finita con i carboidrati, rinunciando parzialmente o totalmente a cibi, come pasta, pane e patate. Non solo. Sotto indagine è finita anche la dieta povera di grassi, la famosa fat-free diet come la chiamano oltreoceano, che in precedenza aveva rivelato anche effetti positivi sull’umore.
Il gruppo guidato da Grant Brinkworth della Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization di Adelaide ha messo in piedi uno studio con oltre cento persone obese o in sovrappeso dividendole tra una dieta a basso contenuto di carboidrati ma ricca di grassi e una povera di grassi ma generosa in carboidrati, per un anno. Dopodiché i ricercatori sono andati a misurare una serie di parametri indicativi dello stato psicologico dei volontari che hanno partecipato allo studio.
Gli effetti della sperimentazione sono stati sorprendenti: la fat-free diet ha confermato i suoi benefici effetti sull’umore, mentre le persone private dei carboidrati erano tutt’altro che entusiaste, sebbene nelle prime otto settimane le differenze tra i due gruppi fossero praticamente inesistenti. La situazione infatti è precipitata dopo. L’equipe australiana ha misurato con una serie di test specifici il grado di ansia, rabbia, ostilità ma anche fatica e confusione nei due gruppi, scoprendo che quello che per un anno aveva fatto a meno di pasta e pane mostrava maggiori segni di cedimento a livello dell’umore rispetto a chi invece aveva messo da parte solo i grassi. Effetti diametralmente opposti ma tanto più significativi, se si considera che al momento di ingresso nello studio i partecipanti non mostravano alcuna differenza a livello psicologico. Quanto alla perdita di peso, il gioco evidentemente non è valso la candela, visto che per i due gruppi la ricerca ha registrato un calo sostanzialmente identico.
Viene allora da chiedersi perché, a parità di benefici, bisogna scegliere una dieta piuttosto che un’altra. Lo studio pubblicato sull’ultimo numero della rivista scientifica Archives of Internal Medicine sembra finalmente diramare i dubbi di persone perennemente indecise se dire addio a pasta e pizza o congedarsi dagli onnipresenti grassi, almeno per il periodo della dieta. A giudicare dai risultati australiani, meglio “scaricare” i grassi, almeno così con il peso non si rischia di perdere anche il sorriso.  

leggi qui l'abstract della ricerca in inglese

 
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