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I messaggini SMS per la salute futura dei giovani PDF Stampa E-mail
Al via a Campobasso un progetto di ricerca nato dalla collaborazione tra i Laboratori di Ricerca dell’Università Cattolica, il Liceo Scientifico Romita e l’ITAS Pertini. Il punto centrale del progetto è la prevenzione tra i giovani. Molto della loro salute futura dipenderà da come oggi viene impostato lo stile di vita. Cosa mangiano, quanta attività fisica fanno, se fuma-no o no e così via. Tutti elementi apparentemente insignificanti per chi ha meno di venti anni, ma che giocheranno un ruolo fondamentale nella prevenzione di malattie temibili. La ricerca, anche se coprirà tutti gli aspetti legati agli stili di vita, concentrerà la sua attenzione su un punto particolare: il consumo di frutta e verdura. La mancanza di un adeguato apporto di frutta e verdura è infatti considerata un importante fattore di rischio per malattie gravi come quelle cardio-vascolari e alcuni tipi di cancro. Per questo motivo le raccomandazioni dietetiche internazionali hanno il consumo di "cinque porzioni al giorno" come uno dei principali pilastri. Ma questo obietti-vo è difficilmente raggiunto nella società occidentale. Eppure, insieme con la modifica di altri stili di vita (come ad esempio smettere di fumare, aumentare il livello di attività fisica e così via), po-trebbe portare a una società più sana, una vita più lunga e più attiva, una riduzione dei costi per il Servizio Sanitario Nazionale. Quanta frutta e verdura consumano realmente i nostri giovani? Ed è possibile avviare nuove campa-gne di informazione per convincerli a modificare comportamenti scorretti da questo punto di vista? Sono questi i quesiti ai quali il progetto cercherà di trovare risposte. La ricerca prevede la partecipazione di circa 400 studenti per ciascuna delle due scuole. Tutti gli studenti che avranno accettato di partecipare verranno inizialmente sottoposti ad una valutazione biometrica (peso, altezza, indice di massa corporea, rapporto circonferenze vita e fianchi) e risponderanno ad un questionario principalmente incentrato sulle loro abitudini alimentari. E’ la cosiddetta fase di baseline, in cui verrà fotografata la situazione. Poi si passerà ad un intervento vero e proprio: trattare l’informazione come se fosse un farmaco. E, proprio come se si sperimentasse una nuova medicina, saranno necessari due gruppi, uno di intervento ed uno di controllo. Le due scuole saranno gli ambienti ideali. In entrambe saranno portate avanti iniziative di informazione mirate ad aumentare il consumo di frutta e verdura. Iniziative classiche: conferenze, poster, depliant e così via. Ma solo in una scuola verrà aggiunto un sistema completamente nuovo: l’invio di messaggi informativi periodici attraverso SMS sui cellulari dei ra-gazzi. Alla fine dell’esperimento, tutti gli studenti verranno nuovamente sottoposti ad una visita di control-lo e verranno invitati a rispondere ad un questionario, esattamente come all’inizio. E’ il follow up. Il confronto tra le abitudini e lo stato di salute registrato nella prima visita con quello che risulterà dopo le campagne informative potrà fornire risposte importanti sui metodi di comunicazione più ef-ficaci per diffondere una cultura del mangiare bene, della prevenzione e della responsabilità verso il proprio futuro. Un punto importante del’intero progetto è che in tutto questo tempo 50 studenti del Liceo Romita, selezionati per le loro particolari attitudini verso la ricerca scientifica, lavoreranno fianco a fianco con i ricercatori della Cattolica. Svolgeranno le misurazioni durante le visite, raccoglieranno le in-formazioni dei questionari, concepiranno i messaggi SMS da inventare volta per volta e, alla fine, elaboreranno i dati. Grazie ad uno specifico progetto di alternanza Scuola-lavoro, questi ragazzi en-treranno nel cuore di una delle discipline più importanti della medicina moderna: l’epidemiologia, lo studio delle malattie e della prevenzione attraverso i grandi numeri. Da questa originale collaborazione tra Cattolica e scuole nascerà ancora un esempio di come la ricerca scientifica possa e debba lavorare sul territorio che la circonda, coinvolgendo soprattutto i giovani.
 
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