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Alimentazione e salute, la Cattolica passa l’Italia ai raggi X PDF Stampa E-mail

I Laboratori di Campobasso lanciano l’osservatorio nazionale sulle abitudini di vita
Lo studio INHES coinvolgerà 13mila cittadini da nord a sud

Abitudini di vita sbagliate e alimentazione scriteriata stanno mettendo in ginocchio mezzo mondo, l’altra metà lo è già da un pezzo. Ma l’Italia come sta messa? I dati che vengono da indagini effettuate periodicamente non sono affatto rassicuranti, anzi. Il trend è di quelli che ti aspetti, nonostante il Belpaese sia di fatto tra i pochi eredi di un modello alimentare salvavita. Eppure questo non basta. Per capire dove stiamo andando, ma anche perché la strada imboccata sembrerebbe essere particolarmente ricca di insidie, è nato lo studio  INHES (Italian Nutrition & HEalth Survey), un nuovo osservatorio epidemiologico sulla dieta e gli stili di vita della popolazione italiana, realizzato dai Laboratori di Ricerca dell'Università Cattolica di Campobasso, con il contributo di Barilla, su un vastissimo campione di persone di ogni età.

Uno strumento per "entrare" nella vera anima delle scelte alimentari degli italiani, da nord a sud, analizzare le loro abitudini alimentari e gli stili di vita, scoprire se davvero le nostre abitudini a tavola sono coerenti con il modello alimentare Mediterraneo, uno dei "tesori" del nostro bagaglio culturale, riconosciuto ultimamente patrimonio dell'Unesco.
INHES effettuerà un’analisi del comportamento alimentare,  dettagliato per luogo e per età. Con indubbi vantaggi - quando saranno noti i risultati - non solo per guidare le scelte di salute pubblica ma anche e soprattutto per aiutare tutti noi con indicazioni applicabili nella vita di tutti i giorni. 
 
Il blasone non basta: l’Italia deve darsi una mossa
Non basta essere gli eredi diretti del patrimonio di salute per eccellenza. È necessario custodirlo, rinnovarlo e soprattutto non relegarlo in soffitta tra le cianfrusaglie di cui sbarazzarsi. Per quanto riguarda l’alimentazione, il nostro Paese non è ancora ai livelli preoccupanti di Stati Uniti e nord Europa, ma ci manca davvero poco per contendersi il primato delle pessime abitudini e quindi della salute più a rischio.
I dati disponibili dicono che il 34,2% delle persone è in sovrappeso e il 9,8% è francamente obeso. Un problema che non risparmia l’infanzia, quasi 1 bambino su 3 tra i 6 e 11 anni (oltre 1.100.000) ha problemi legati all’indice di massa corporea e al giro vita. Un significativo aumento nell'incidenza di sindrome metabolica, patologie cardiovascolari e tumori è la conseguenza neppure troppo indiretta di questa situazione.

Un approccio scientifico innovativo

L'OSSERVATORIO INHES è stato presentato lo scorso 3 dicembre a Milano, nella sede storica dell’Università Cattolica, nel corso di una conferenza stampa nazionale.  L’Osservatorio punta a studiare abitudini e comportamenti di 13.000 cittadini dai 6 anni di età in su, per conoscere meglio che cosa stia accadendo sulle tavole degli italiani, quali abitudini si stanno perdendo, quali resistono e quali novità si stanno affermando.
“Il progetto dell’OSSERVATORIO INHES  è improntato alle regole più rigorose della sperimentazione clinica, per la numerosità del campione e per l’omogeneità della raccolta dei dati, - spiega Giuseppe Bertoni direttore dell’istituto di Zootecnica dell’Università Cattolica di Piacenza, che ha coordinato la conferenza stampa - Il protocollo d’indagine è stato studiato in modo da inserire l’alimentazione in un quadro più generale di comportamenti e stili di vita”
“La metodologia dello studio, dalla randomizzazione (scelta casuale, ndr) del campione all’analisi dei dati si avvarrà della straordinaria esperienza maturata nei nostri laboratori con il Progetto Moli-sani”dichiara Giovanni de Gaetano, direttore dei Laboratori di Ricerca dell’Università Cattolica di Campobasso. Sapere quanti Italiani adottano ogni giorno una sana alimentazione e quanti invece se ne discostano è importante per la sanità pubblica, perché l'aumento nell'incidenza di disturbi di natura metabolica e cardiocircolatoria grava su tutto il sistema-salute del nostro Paese. Basti pensare che soltanto sovrappeso, obesità e patologie correlate (in particolare, diabete e malattie cardiovascolari) costano ogni anno all'Italia 22,8 miliardi di euro di soli costi diretti.
“Ci auguriamo di essere sorpresi dai risultati dello studio, - continua de Gaetano. - Per esempio, abbiamo constatato in Molise che si sta abbandonando la dieta mediterranea, specie nelle fasce di età più giovani, ma non sappiamo se questa è una tendenza per tutta la Penisola o soltanto per alcune aree specifiche. Grazie al fatto che il campione comprende dai bambini agli anziani provenienti da ogni regione italiana, INHES rappresenta davvero una straordinaria opportunità per fare il punto su dove sono gli Italiani rispetto alla tradizione alimentare del nostro  Paese. E ciò contribuirà in modo significativo a individuare le ‘leve’ giuste per interventi di salute pubblica finalizzati alla prevenzione e alla salute”.
"L'alimentazione ha un ruolo importantissimo nel preservare la salute delle persone. Se corretta, equilibrata e associata a uno stile di vita sano, essa ha un positivo effetto documentato sulla prevenzione di condizioni e problemi quali l'obesità, i disturbi metabolici e le malattie cardiovascolari, - afferma Andrea Ghiselli, direttore del Programma Educazione e Comunicazione dell’Inran e ospite della conferenza stampa milanese -  In realtà gli italiani, come altre popolazioni europee, si stanno sempre più allontanando da un modello alimentare mediterraneo a favore di abitudini e scelte nutrizionali che si ispirano ad altre culture. E’ importante sottolineare però che il comportamento alimentare è parte in causa anche nel contributo alla prevenzione di tumori e condizioni degenerative quali la malattia di Alzheimer. Stiamo parlando del 70-75% delle cause di mortalità e morbilità nella popolazione adulta".

Un’azienda a sostegno della ricerca scientifica

Da poco patrimonio immateriale dell'umanità – come ha ufficialmente decretato l'UNESCO di recente - il modello alimentare mediterraneo, descritto per la prima volta negli anni Cinquanta per alcuni territori che si affacciano sul Mare Nostrum tra cui il Cilento e oggi esportato in tutto il mondo, ha un ruolo strategico nel preservare la salute delle persone. “Da tutti gli studi effettuati in questi anni, emerge in modo indiscutibile che il miglior modello alimentare in termini di salute è quello mediterraneo, - ricorda Licia Iacoviello, responsabile scientifico dello studio INHES – E con un intervento unico, cioè agendo sul comportamento alimentare, possiamo ottenere un risultato multiplo, cioè una prevenzione molto ampia della salute delle persone”.
Il progetto che ha portato alla realizzazione dell'OSSERVATORIO INHES nasce da una collaudata  collaborazione tra l'Università Cattolica di Campobasso e la Barilla, in uno spirito “proattivo” finalizzato al sostegno della ricerca scientifica su temi rilevanti per la società e la salute delle persone.
"Barilla vede l’alimentazione come un momento sociale e di condivisione. Per questo abbiamo scelto il modello alimentare mediterraneo come nostro riferimento, perché rappresenta il punto di partenza sia per sane abitudini alimentari sia perché salvaguarda l’ambiente, - sostiene Roberto Ciati, direttore Relazioni scientifiche esterne di Barilla - Conoscere in modo preciso e scientificamente validato le abitudine alimentari degli italiani attraverso il progetto INHES è un passo coerente e fondamentale per disegnare la nostra offerta futura e, allo stesso tempo, un concreto esempio di collaborazione proattiva. Infatti, se da un lato la salute pubblica non potrà che avvantaggiarsi delle evidenze che emergeranno dall'OSSERVATORIO INHES, dall’altro tali nuove conoscenze permetteranno di sviluppare prodotti e processi sostenibili a beneficio della salute”.

 
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