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Gola e salute: la dieta mediterranea stupisce ancora, con un pizzico di cioccolata PDF Stampa E-mail

 L’alcool, consumato in dosi moderate, che ha già mostrato di possedere diverse proprietà benefiche per quanto riguarda il sistema cardiovascolare, si dimostra ora un importante fattore di riduzione del rischio di artrite reumatoide: lo sostengono due studi condotti in Danimarca e in Svezia dai ricercatori dello svedese Karolinska Institutet.

L’analisi ha riguardato oltre duemila pazienti divisi in due gruppi. Il primo era composto da tra quelli colpiti da questa patologia del sistema osteoarticolare, mentre quelli appartenenti al secondo non ne soffrivano.
Analizzando le abitudini alimentari dei partecipanti, i medici hanno scoperto che tra coloro abituati al consumo moderato di alcool, il rischio di sviluppare l’artrite era drasticamente inferiore. Ancora una volta, quindi, le abitudini di vita diventano un elemento quasi fondamentale nella prevenzione delle malattie croniche degenerative.
Ma è come si beve che fa la differenza. E la parola d’ordine, assoluta, è “moderazione”. In questa direzione si è mosso anche un recente studio dell’Unità di Biostatistica ed Epidemiologia dell’Università Bicocca, a Milano. La ricerca italiana ha evidenziato confermato come soltanto un consumo molto moderato di alcol, che sia anche regolare, costituisca una effettiva barriera contro lo sviluppo di determinate forme di malattie cardiovascolari. E’ insomma il caso del vecchio bicchiere di vino del pranzo mediterraneo, tutti i giorni, ma poco. Il cosiddetto “binge drinking”, ovvero il consumo di alcool smodato e concentrato in una sola serata, diventa invece un ulteriore fattore di rischio.
E non solo. Nelle recenti ricerche apparse recentemente sulla scena c’è anche spazio per la gola. Uno studio condotto dal centro di ricerca ETAP, Francia, effettuato su cavie da laboratorio, ha mostrato come l’azione antiossidante del cacao riesca a ritardare il declino delle capacità cognitive legato all’invecchiamento. Una prospettiva interessante in vista di un futuro studio epidemiologico che cerchi di verificare se esistono benefici simili anche nell’uomo.
Tra i vari tipi di cioccolato, tuttavia, i medici consigliano quello fondente, “sospettato” da molti di essere un’ulteriore fattore protettivo contro le malattie cardiovascolari. Lo studio condotto dallo Yale Prevention Research Center, negli Stati Uniti, sottolinea ancora le qualità benefiche del dolce più amato. E’ opportuno però il consumo di cioccolato senza zuccheri, i quali, oltre a creare un eccesso di calorie, frenerebbero proprio le attività benefiche del cacao nei confronti dei vasi sanguigni.
Ce n’è per tutti i gusti, insomma. Vino e cioccolato nella dieta di tutti i giorni portano piacere alla gola e soprattutto tanta salute. Ma ancora, la moderazione è sempre la chiave di una buona ed efficace prevenzione.


 

 
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