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Le pillole di vitamine? Per i ricercatori sono “acqua fresca” PDF Stampa E-mail

 Circa il 12 percento della popolazione americana prende ogni giorno pillole di vitamine contro il rischio cardiovascolare. Ma secondo uno studio recente stanno sprecando solo tempo.

A sostenerlo sono i ricercatori della Harvard Medical School che con una ricerca pubblicata in questi giorni sulla rivista JAMA-Journal of the American Medical Association puntano il dito contro le pasticche di vitamina C ed E, cercando di sfatare alcuni miti sul conto di queste sostanze. Gli studiosi statunitensi hanno raccolto dati su oltre 14mila medici (il Physicians' Health Study), tutti uomini, di cui il 5 percento con malattie cardiache registrate all’inizio dello studio, nel 1997. I medici reclutati sono stati poi divisi in quattro gruppi e a ciascuno di loro è stata data vitamina E, vitamina C oppure entrambe, mentre altri hanno ricevuto pillole-placebo. Dopo otto anni- fanno sapere i ricercatori- non è stata riscontrata alcuna differenza tra i gruppi in termini di attacchi cardiaci. In realtà qualche differenza è emersa, ma di certo non è una buona notizia per gli aficionados delle compresse di vitamine. Tra gli uomini reclutati nello studio, 39 che avevano assunto vitamina E hanno infatti riportato casi di ictus emorragici contro i 23 casi registrati nel gruppo controllo.

Leggi qui l'abstract della ricerca in inglese

 
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