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Non solo cuore. La Mediet aiuta anche a non perdere colpi PDF Stampa E-mail

 Mangiare mediterraneo dà una mano al cervello. Dopo i benefici accertati per la salute cardiovascolare, ora la dieta mediterranea si rivela un ottimo alleato anche per le funzioni cerebrali.

A sostenerlo è un gruppo di ricercatori della Columbia University di New York che ha studiato gli effetti del regime alimentare più famoso al mondo su quasi duemila persone con e senza problemi cognitivi. Sotto la lente degli studiosi è finito il mild cognitive impairment (Mci), come lo chiamano gli anglosassoni, che è uno stadio intermedio tra il naturale processo di invecchiamento e la demenza. Non solo. La ricerca ha analizzato anche la fase di transizione tra il Mci e il morbo di Alzheimer. Entrambe le condizioni sono state poi messe in relazione alle abitudini alimentari, calcolate in base ad un preciso “score” di adesione alla dieta mediterranea. All’inizio dello studio, ai partecipanti – 1.393 senza alcun problema cognitivo e 482 con Mci - è stato somministrato un questionario per avere un quadro completo delle abitudini  alimentari. Dopo un follow-up di circa 5 anni, dei partecipanti sani, solo 275 hanno sviluppato un Mci. Messi in relazione con il gruppo che aveva riportato un più basso punteggio di adesione alla dieta mediterranea, il gruppo che più seguiva un’alimentazione mediterranea aveva il 28 percento in meno di rischio di sviluppare Mci, mentre il gruppo che si trovava nel mezzo aveva il 17 percento in meno.
Ma anche tra chi aveva già problemi cognitivi all’inizio dello studio, l’adesione alla dieta mediterranea è riuscita a fare la differenza, risultando associata a un rischio molto inferiore di sviluppare la malattia di Alzheimer rispetto a chi seguiva un tipo di dieta diverso, nell’ordine del 48% in meno. Bene anche per il gruppo con adesione media che comunque riusciva a guadagnarsi un buon 45 percento di rischio in meno che la sua condizione cognitiva degenerasse in Alzheimer. La dieta mediterranea ha comunque un potenziale benefico vastissimo. Può infatti migliorare i livelli di colesterolo e zucchero nel sangue, e la salute vascolare in genere, ridurre l’infiammazione, tutti parametri che sono stati associati con il mild cognitive impairment. I singoli alimenti che compongono il regime mediterraneo, inoltre, possono avere importanti effetti sul rischio cognitivo. “Ad esempio- fanno sapere gli autori della ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Archives of Neurology - effetti benefici per il Mci e anche per la sua degenerazione in Alzheimer sono stati attribuiti ad alcol, pesce e acidi grassi polinsaturi, assieme a più bassi livelli di acidi grassi saturi che si trovano in questo tipo di alimentazione”.

Leggi qui l'abstract della ricerca completa

 
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