MRPersichillo

Carissima Mariarosaria

Perdonami se non sono qui con te, ora, ma l’emozione e il dolore sono stati più grandi del mio desiderio…Non ce l’ho fatta a superarli.

Non so se riesci a vedere tutte le persone che sono venute qui a salutarti. Non so neanche se riesci a sentire questo mio messaggio. Io non so bene, infatti, che cosa succeda dopo la morte.

Insieme con molti, qui presenti, ho soltanto la speranza, fondata e ragionevole, ma pur sempre una speranza, che, come si diceva in latino, vita mutatur non tollitur, la vita è mutata ma non è tolta. Mi è sempre piaciuta l’immagine del bruco che, rimanendo se stesso, non è più bruco, ma continua a vivere come una farfalla libera.

Ma anche gli amici che sono qui e che non condividono la nostra speranza, sono ben consapevoli che non stiamo celebrando un momento finale, come quando cala il sipario.

Di te, Mariarosaria, resta viva infatti la memoria, il ricordo del tuo sorriso, della tua dolcezza, della tua intensa voglia di vivere e di fare ricerca. Il tuo nome è scritto nelle migliori riviste scientifiche di tutto il mondo e accompagnerà e guiderà le idee e il lavoro di tanti ricercatori negli anni a venire.

Ci siamo conosciuti 20 anni fa, quando ti abbiamo scelto, presso la Cattolica qui a Campobasso, per una funzione di supporto del Progetto Moli-sani. Ma tu, in breve tempo, sei diventata il perno insostituibile del Progetto, e lo sei stata anche per altri studi importanti svolti a Neuromed, come Prevital e CVRisk.

Più di 30.000 molisani sono passati davanti a te in questi lunghi anni. Tu li accoglievi uno per uno, con il tuo sorriso e la tua pazienza, li mettevi a loro agio, li entusiasmavi alla ricerca alla quale stavano per partecipare, li indirizzavi al prelievo, all’elettrocardiogramma, ai questionari sulle abitudini di vita.

Tu sei stata e sei, Mariarosaria, il Nome della Rosa del Progetto Moli-sani.

Ma nella tua continua crescita professionale, sei rimasta sempre discreta, elegante, delicata, senza mai far pesare la forza della tua preparazione e delle tue idee.

Ricordo ancora con emozione la tua presentazione, lo scorso anno, a Roma, al Congresso della Società Italiana per lo studio dell’Emostasi e della Trombosi, dove avevo apprezzato molto l’originalità dei risultati da te presentati.

In questi ultimi mesi, stavamo preparando insieme, tu e io, una sorpresa: un concerto per i partecipanti al Progetto Moli-sani in una grande sala qui a Campobasso. Non siamo riusciti a farlo, ma ti prometto che lo faremo, prima o poi, e questa volta sarà in tuo onore.

Qualcuno potrà pensare che tutte queste belle cose che ci stiamo ricordando insieme, scompaiono davanti alla Morte: è vero, la Morte rende tutto il resto irrilevante.

Ma c’è un’altra realtà che compete fieramente con la Morte ed è l’Amore. Anche l’Amore, come ben sa chi è stato ed è innamorato, rende tutto il resto irrilevante.

Può sembrare un pareggio, ma non lo è, perché, e mi rivolgo in particolare a te, caro Matteo e a te, caro Mori, l’Amore è più forte della Morte. E resta per sempre.

Ciao Mariarosaria, da domani riprendiamo il lavoro insieme. Grazie!

Giovanni de Gaetano